Questa mattina sono stata in copisteria a
stampare la tesi, il mio lavoro di
svariati mesi ( oramai non riesco nemmeno a puntare sul calendario una data di
inizio ) rilegato in uno sciabro cartoncino color ocra ‘sabbia del deserto’,
perchè nonostante l’anno 2000 sia già arrivato e passato, l’alma mater ha
deciso che i colori devono restare quelli dell’800.
È la seconda volta che la faccio rilegare.
Già perchè la prima copia che ho fieramente portato a casa sottobraccio in modo
che tutta la popolazione della provincia di Bologna la potesse ammirare, aveva
un errore. Sul frontespizio, un fantastico singolare, dove invece si sarebbe
dovuto trovare un plurale.
Ora mi trovo nella desolata biblioteca del
dipartimento di psicologia, dove nemmeno gli strizzacervelli a quanto pare
hanno il coraggio di passare amene ore di studio, a scrivere le slides. O
meglio è quello che dovrei fare. Non ho il coraggio di iniziare perchè per
farlo devo avvalermi della mia tesi, e so già che rileggendola troverò una
caterva di errori, e che ormai sarà troppo tardi per corregerli. I tentativi
per presentare una tesi inapprensibile sono vani. In ognuno sembra celarsi la
soluzione, ma alla fine sono tutte grosse bufale.
L’autocorrect di Windows non è molto utile
in questi casi, anzi a volte si rivela una vera e propria trappola, soprattutto
se il tuo PC parla in inglese e tu la tesi ce l’hai in italiano. La relatrice
nemmeno è un aiuto, esclusa nel mio caso a priori. Famigliari, amici,boyfriend
si cimentano nella lettura della tua tesi, come una allegra combricola ad una
fiera di animali bizzarri, che leggono il tuo lavoro per corregerlo, ma che nel
momento in cui chiedi ‘ bhè, cosa ne pensi?’ ti rispondono che loro non sono
del ramo e che quindi è sostanzialmente cirillico. Ognuno compie questo lavoro separatamente
senza essere a conoscenza delle correzioni dell’altro, in perfetto stile
‘studio in doppio-cieco’, per garantirti la assenza dal tuo lavoro degli
errori, almeno quelli grammaticali. Ma allora perchè rimane l’Errore in prima
pagina?? Cosa significa??!?!? È un presagio della pessima riuscita del tuo
lavoro?? O forse del fatto che non importa poi molto del tuo lavoro ai
revisori?!?! Già mi immagino faide famigliari C:’ma come puoi essere un fisico,
conoscere fino nei suoi più reconditi meandri il mondo e non accorgerti del mio
Errore?!?!’ L:’ ma la tesi è tua sì o no!?! Io ho fatto quello che ho potuto’
C:’ quello che puoi tu non è mai abbastanza!!!’ L: ‘ ma come se io mi sono
occupato dei grafici’........
Ma dovrò pure trovare il coraggio di
rileggerla. Arrendermi agli errori che
non mancheranno e comprendere di essere umana. ‘ Errare è umano, perseverare diabolico’
diceva mia nonna.... accettare quindi anche il mio lato diabolico, che si
manifesta nella perseveranza degli errori???
Ma sì dai.... infondo chi mai leggerà 70 pagine che parlano di tette?!?!
L’unica cosa che mi rimane da sperare è che gli occhi dei docenti, proprio come
i miei, abbiano un auto-correct, che corregga gli errori in automatico, senza
farli arrivare alla coscienza del loro cervello.
Un in bocca al lupo a tutti i laureandi
attuali e futuri,
da Celeste.
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