venerdì 5 luglio 2013

Elogio funebre.

Ha il cancro.
Diagnosi certa, quanto mai ineluttabile.
La morte è il suo destino. E il nostro un grande vuoto intorno.
Abbiamo condiviso tanta vita, momenti belli e brutti, giochi da bambine e tragedie da adulti.
Lui era sempre lì, con noi.
Aveva un certo feeling anche con gli ultimi arrivati in famiglia: tre gemellini di un anno, che si divertivano ad arrampicarsi su di lui, e che ancora lo fanno, forse ignari del suo destino e della solitudine che verrà. Ma si sa, i piccoli rimpiazzano presto le mancanze.
Dobbiamo salutarlo.
Addio, olmo.

lunedì 3 dicembre 2012

Sulla tesi, o meglio, Sugli errori della tesi





Questa mattina sono stata in copisteria a stampare la tesi,  il mio lavoro di svariati mesi ( oramai non riesco nemmeno a puntare sul calendario una data di inizio ) rilegato in uno sciabro cartoncino color ocra ‘sabbia del deserto’, perchè nonostante l’anno 2000 sia già arrivato e passato, l’alma mater ha deciso che i colori devono restare quelli dell’800.
È la seconda volta che la faccio rilegare. Già perchè la prima copia che ho fieramente portato a casa sottobraccio in modo che tutta la popolazione della provincia di Bologna la potesse ammirare, aveva un errore. Sul frontespizio, un fantastico singolare, dove invece si sarebbe dovuto trovare un plurale.
Ora mi trovo nella desolata biblioteca del dipartimento di psicologia, dove nemmeno gli strizzacervelli a quanto pare hanno il coraggio di passare amene ore di studio, a scrivere le slides. O meglio è quello che dovrei fare. Non ho il coraggio di iniziare perchè per farlo devo avvalermi della mia tesi, e so già che rileggendola troverò una caterva di errori, e che ormai sarà troppo tardi per corregerli. I tentativi per presentare una tesi inapprensibile sono vani. In ognuno sembra celarsi la soluzione, ma alla fine sono tutte grosse bufale.
L’autocorrect di Windows non è molto utile in questi casi, anzi a volte si rivela una vera e propria trappola, soprattutto se il tuo PC parla in inglese e tu la tesi ce l’hai in italiano. La relatrice nemmeno è un aiuto, esclusa nel mio caso a priori. Famigliari, amici,boyfriend si cimentano nella lettura della tua tesi, come una allegra combricola ad una fiera di animali bizzarri, che leggono il tuo lavoro per corregerlo, ma che nel momento in cui chiedi ‘ bhè, cosa ne pensi?’ ti rispondono che loro non sono del ramo e che quindi è sostanzialmente cirillico. Ognuno compie questo lavoro separatamente senza essere a conoscenza delle correzioni dell’altro, in perfetto stile ‘studio in doppio-cieco’, per garantirti la assenza dal tuo lavoro degli errori, almeno quelli grammaticali. Ma allora perchè rimane l’Errore in prima pagina?? Cosa significa??!?!? È un presagio della pessima riuscita del tuo lavoro?? O forse del fatto che non importa poi molto del tuo lavoro ai revisori?!?! Già mi immagino faide famigliari C:’ma come puoi essere un fisico, conoscere fino nei suoi più reconditi meandri il mondo e non accorgerti del mio Errore?!?!’ L:’ ma la tesi è tua sì o no!?! Io ho fatto quello che ho potuto’ C:’ quello che puoi tu non è mai abbastanza!!!’ L: ‘ ma come se io mi sono occupato dei grafici’........
Ma dovrò pure trovare il coraggio di rileggerla. Arrendermi agli errori che  non mancheranno e comprendere di essere umana.      ‘ Errare è umano, perseverare diabolico’ diceva mia nonna.... accettare quindi anche il mio lato diabolico, che si manifesta nella perseveranza degli errori???  Ma sì dai.... infondo chi mai leggerà 70 pagine che parlano di tette?!?! L’unica cosa che mi rimane da sperare è che gli occhi dei docenti, proprio come i miei, abbiano un auto-correct, che corregga gli errori in automatico, senza farli arrivare alla coscienza del loro cervello.

Un in bocca al lupo a tutti i laureandi attuali e futuri,
da Celeste.

lunedì 12 novembre 2012

Benvenuti!


Ciao a tutti,
Per prima cosa credo che sia il caso di presentarci:
Lui. 24enne della provincia fiorentina studente e laureato in Fisica.
Lei. NON_SI_DICEenne della provincia modenese ormai praticamente laureata in infermieristica.

La prima domanda che sorge spontanea a chiunque ci conosca è come hanno fatto questi due a conoscersi? Ma dal momento che questo io lo so già passiamo ad una domanda di cui nemmeno io ho la risposta: Ma perchè si è aperto un blog? E soprattutto perché con la mia ragazza? Aspetta da qualche parte c'era un motivo... ah si ecco.
In realtà ce ne sono un po' di motivi, ma forse il primo in ordine di importanza è che stando a svariati km di distanza è divertente fare qualcosa insieme dove le distanze non contano. E da qui ha rischiato di venir fuori un titolo tipo "Porrettana Coast to Coast" ... no fa troppo film con Max Gazzè. Che ne dici di "Via Porrettana"? Carino... (avete presente quando le donne dicono carino con quel tono che significa chiaramente che non vi sputano in un occhio solo perchè su due piedi non trovano un motivo comprensibile ad un uomo).
Insomma non era il caso di fare un blog su una strada dove hanno appena ritirato una ventina di patenti con il nuovo maledetto autovelox anti motociclisti.

Allora vediamo che interessi abbiamo in comune! Ebbene quella che all'inizio sembrava un'ottima idea ben presto ha iniziato ad annaspare. A me piacciono moto, snowboard, computer, videogiochi eccetra. Lei non ha la moto, non scia, e non sopporta quando mi metto a fare i videogiochi. Andiamo bene!
A lei piace disegnare, piacciono gli animali, la natura, i musei e le mostre, la birra. Io faccio ancora gli omini come quello dell'impiccato, ho la racchetta elettrica per fulminare mostre e zanzare, nel bosco mi piace andarci in moto, resisto 15 min dentro un museo almeno che un opera di arte moderna o un qualche sperimento attirino la mia attenzione e reggo l'alcool come lei regge la fiorentina cotta al sangue...
E su queste parole arriva l'illuminazione!
Ecco una passione che abbiamo in comune: la passione per la cucina! E in quel momento a sugellare la decisione la Cele se ne esce con: "potremo chiamarlo la tortellina e il ribollito".
Leonardo

p.s. la Porrettana è una strada di montagna che va da Pistoia a Bologna abbastanza nota ai motociclisti nonchè la via più breve tra le nostre case.
p.p.s. Qualsiasi riferimento a http://labavieracorallina.wordpress.com/ è puramente casuale.